
Al castelloQuando ero bambino il castello di Salorno era un mistero, lontano nel bosco, su un sentiero ripido e pericoloso. Salivamo di nascosto solo pochi metri, fino a un piccolo gruppo di alberi su una macchia pianeggiante di bosco. Sotto c’era la Festa Campestre e solo i più grandi, nelle lunghe notti del sabato, si arrampicavano sempre più in cima, ebbri di musica e divertimento. Era il tempo delle grandi canzoni degli anni settanta e sul tetto della balera, che stava allora sotto la montagna, si contavano i sassi caduti , minaccia continua per il palco dove suonava il gruppo.
Ora il castello è stato restaurato, lasciando spazio evolutivo a un'architettura molto personale e marcata. Alcune piante sono rimaste, benché tutto il castello sia stato pulito dai sassi caduti e dalla terra accumulatasi negli anni. Alcuni luoghi prima poco accessibili sono ora spaziosi e del tutto godibili, altri invece sono andati persi, coperti da delle strutture di passaggio molto grandi.
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